
Il videogioco è molto di più che intrattenimento. Esiste un filone molto sviluppato ( anche in Italia) di uso serio/non ludico del videogame. Legato all'idea del videogioco come strumento retorico, didattico, di propaganda. In America esiste ed è ormai ben radicata la scena dei Christian Game, videogiochi di orientamento cristiano finalizzati a trasmettere il messaggio della Bibbia ai giovani e agli utenti.
La maggior parte di questi giochi ha una distribuzione limitata, legata al web e alla produzione indipendente. The Bible Game, ne parla Repubblica.it invece, ha raggiunto gli scafali dei negozi di videogiochi e ora dopo avere venduto centinaia di migliaia di copie negli States sta per arrivare qui in Italia sulla Playstation.
Il caso è molto interessante per una serie di ragioni:
1) E' uno dei primi casi di videogiochi non ludici che arrivano alla grande distribuzione e raggiungono livelli ragguardevoli di vendite
2) L'idea del videogioco come vettore culturale in senso ampio sta raggiungengo una dimensione istituzionale
3) Il movimento Neocon americano lungi dall'essere un-movimento-contro-il-progresso fa ampio uso di tutte le tecnologie di cui dispone. E il caso the Bible Game lo dimostra ampiamente.
Infine una riflessione personale. Ma i valori che trasmettono i vg sono legati ai contenuti o piuttosto alle maccaniche di gioco, al gameplay e alle regole di interattività? Steven Jonhson, lo studioso americano di pop culture, propende per la seconda opzione. Date un occhio al suo Tutto quello che fa male ti fa bene
3 commenti:
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